IL MONDO DI BRACCIO DI FERRO
Da Popeye a Braccio di Ferro
Alla domanda "Chi è Braccio di Ferro?" rispondono oramai almeno una decina di pubblicazioni cartacee e una massiccia dose di siti Internet, riferendosi, salvo rarissimi casi, al personaggio creato da Elzie Crisler Segar, il marinaio guercio, pressoché calvo, sdentato, dagli avambracci ipertrofici e tatuati, rozzo, analfabeta, dal cuore d'oro e dal fisico invulnerabile, quel Popeye ritrovatosi quasi per caso protagonista del "Thimble Theatre", le strisce a fumetti che allietavano i quotidiani d'America sin dal 1919. Un personaggio sottoposto a una evoluzione grafica che ne ha reso progressivamente più precisi (e anche più gradevoli, forse) i lineamenti del viso e del corpo.
Bene, alla luce delle ragioni innanzi esposte, noi non ci occuperemo più dello stretto necessario del personaggio originale, sebbene raccomandiamo caldamente a tutti di recuperare almeno qualcuna delle sue storie (aiutandovi magari con il materiale fornito nella sezione Extra del sito); il Popeye di Segar, quindi, ci servirà come paragone con la versione italiana approdata nelle edicole italiane nel dicembre 1963 per le Edizioni di Renato Bianconi, versione che è il vero tema di queste pagine elettroniche.
Anche il Braccio di Ferro bianconiano, come il modello originale, subisce delle evoluzioni grafiche passando, tanto nelle copertine quanto nelle vignette che compongono le storie, da un aspetto alquanto paffuto e arrotondato del viso (1963/64) a uno più longilineo (1965/74), fino alla versione definitiva, nella quale la sua statura si abbassa e la testa aumenta un po' di dimensione, tornando quasi alle proporzioni iniziali; al tempo stesso anche la sua casacca da marinaio passa dal nero fisso a un alternarsi di colori (principalmente giallo e rosso), per poi tornare definitivamente al nero. Le tematiche delle storie, inoltre, se inizialmente sono quasi sempre incentrate sul mestiere di Braccio di Ferro (che da marinaio diventa piuttosto un pescatore se non un trasportatore di merci via mare col proprio battello), progressivamente cedono il passo a vicende dai toni più polizieschi, senza perdere l'umorismo di fondo.
Negli ultimi anni della vita editoriale delle Edizioni Bianconi (nate come Edizioni Il Ponte e poi diventate Editoriale Metro), Braccio di Ferro e tutti gli altri personaggi subiscono un ulteriore, massiccio, stravolgimento del loro look, seguendo un ammodernamento che si riflette anche in una differente impostazione delle vignette nelle tavole a fumetti e in una maggiore profondità di colore.
Se il Popeye di Segar è analfabeta e naturalmente invulnerabile, il Braccio di Ferro italiano soltanto in alcune situazioni strappa un sorriso al lettore per la sua pronuncia di alcune parole, e la sua invulnerabilità è vincolata al consumo di spinaci: sebbene il Popeye di Segar ne sia ghiotto, pochissime volte se ne ciba per affrontare un avversario, poiché è forte grazie alla sua regolare dieta a base di spinaci, non li utilizza come fonte necessaria di energie per evitare di soccombere.
Sebbene al personaggio di Braccio di Ferro siano state dedicate dalle Edizioni Bianconi numerose pubblicazioni (inedite, ristampe e raccolte), è bene sottolineare che gli albi di "Popeye" non raccontano le gesta del personaggio originale, ma sempre quelle italiane, a meno di eventuali inserimenti di storie realizzate dall'erede di Segar, Bud Sagendorf, storie tra l'altro presenti anche nei vari "Braccio di Ferro", alternate a quelle di autori italiani.
Una ulteriore differenza tra le due versioni del personaggio è la location abitativa: Popeye di Segar vive inizialmente per conto proprio, successivamente adotta Swee' Pea (Pisellino), riceve in regalo il cane quadridimensionale Eugene the Jeep (Eugenio il Gip), e ospita Poopdeck Pappy (Trinchetto) dopo averlo ritrovato. Inoltre, data anche l'epoca delle storie, Olive (Olivia) vive con i genitori sebbene fidanzata con Popeye; il tutto quindi pervaso da una certa coerenza narrativa. In Italia tutto diventa indefinito, e gli autori adattano abitazioni e nuclei familiari dei personaggi alle esigenze narrative: così in alcune storie Braccio di Ferro convive con Olivia e Pisellino, in altre vive separato da loro; Trinchetto abita a volte con Braccio di Ferro, altre con la suocera Olivia o con sua madre Nonna Celesta, altre ancora per conto proprio; il Gip è presente pochissime volte.
In ultimo, ma non meno importante, va osservato che il nostro Braccio di Ferro è molto meno sgrammaticato del personaggio originale: si può serenamente affermare che soltanto nelle prime storie italiane è possibile assistere a gag costruite proprio su giochi di parole (come quando crede che "Nilo" sia un sostantivo e risponde: "Ma che Nilo d'Egitto, quello è un fiume!"), restando in ogni caso, letteralmente, distanti un oceano dalle saporite strisce segariane...
 
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Non solo spinaci
Una caratteristica che Braccio di Ferro ha sempre conservato nelle sue varie incarnazioni è essere un personaggio umoristico, tanto più che i suoi fumetti italiani sono da sempre stati indirizzati a un pubblico di giovanissimi. Accanto al marinaio/pescatore guercio, quindi, sono stati conservati alcuni personaggi del "Thimble Theatre", e spesso sono proprio loro a offrire le pagine più esilaranti in un albo di Braccio di Ferro, relegando al titolare più un ruolo da eroe; non mancano, tuttavia, occasioni in cui Braccio di Ferro torna a essere un personaggio prettamente comico (per esempio nel suo contendersi Olivia con Timoteo). Più rari, invece, i momenti in cui sono i comprimari a essere coinvolti in vicende dai toni polizieschi senza la presenza di Braccio di Ferro, dove l'epilogo vede sempre arrivare una pattuglia di agenti quando i cattivi sono già stati impacchettati, oppure sono proprio i nostri eroi ad affidarli al commissariato.
Ecco quindi una carrellata dei personaggi principali, per lo meno come si presentano prima dello stravolgimento realizzato a partire dagli anni Novanta.

Oliva/Olivia - Proprio così: in origine la fidanzata di Braccio di Ferro si chiama Oliva, esatta traduzione del nome originale (Olive Oyl, cioè Olio d'Oliva), e soltanto dopo alcuni anni si decide di trasformarlo in Olivia. Conserva aspetto e abbigliamento che l'hanno resa celebre: camicetta (quasi sempre rossa, raramente gialla) col colletto a petali di margherita, lunga gonna nera che a seconda delle esigenze di scena aumenta di superficie consentendole di camminare o correre, stivaletti/zatteroni a punta tonda e tallone impossibile (che rendono eleganti anche le scarpe del Pippo di casa Disney...) Lei sempre magrissima, ai limiti dell'anoressia, coi capelli raccolti sulla nuca, a eccezione di uno che, nei primi albi italiani, le resta libero a mo' di antenna ricurva. Un aspetto che nasconde una forza non indifferente, poiché all'occorrenza prende tranquillamente a pugni sia Braccio di Ferro che Timoteo.
La sua intransigenza verso gli amici o parenti scrocconi (Poldo e Trinchetto) dà vita, sostanzialmente almeno una volta in ogni albo, a una storia nella quale deve difendere la dispensa dagli assalti/raggiri di uno dei due, o di entrambi alleati.
Sebbene per tradizione sia legata sentimentalmente a Braccio di Ferro, il legame di affetto/fiducia tra i due sembra molto fragile: frequenti sono le occasioni nelle quali cede al lusso offertole (non onestamente) da Timoteo, o addirittura da personaggi occasionali (maestri di ballo, registi, supereroi presi in prestito da fumetti americani...), lasciando entrambi i due litiganti con un palmo di naso mentre escono dalla consueta nuvola che censura le reciproche botte che si scambiano.
Della sua famiglia, nucleo centrale del "Thimble Theatre", si perde ogni traccia nelle storie italiane, in cambio di alcuni parenti sparsi per il mondo, viventi o che la rendono ereditiera, cardine di alcune storie.

Pisellino - Frequentissima la sua presenza sulle copertine, è il figlio adottivo di Braccio di Ferro e, sebbene le sue origini restino nobili come quelle di Swee' Pea, le storie a esse dedicate sono più di una e con elementi spesso discordanti; si può quindi dire che Pisellino abbia delle origini che dipendono dall'epoca in cui il fumetto italiano le racconta.
Più grandicello dell'infante creato da Segar, Pisellino parla, va a scuola, ma come tutti i bambini detesta fare i compiti e subire qualsiasi imposizione, soprattutto sottoporsi al fatidico bagnetto, evento attorno al quale sono state scritte alcune delle storie più spassose che coinvolgono vari personaggi nel dargli la caccia.
Indossa sempre il camiciolino (prevalentemente bianco, occasionalmente di altri colori) che per lunghi anni lo costringe a strisciare sul pavimento o per strada per potersi muovere, tanto che in scene dove occorre darsela a gambe, si aiuta con le mani! Successivamente, anche prima dello stravolgimento estetico, lo si può vedere talvolta in posizione eretta, con il camiciolino che diventa una specie di calzamaglia. Così bardato, quindi, si ritrova ad accompagnare Braccio di Ferro in giro per il mondo col battello, sia per battute di pesca che per consegne di casse che quasi sempre sono indice di guai poiché non contengono la merce contrattata ma oggetti contrabbandati.
Quando necessario, non esita a difendersi dai coetanei, siano essi maschietti o femminucce, imitando le arti paterne d'adozione.

Timoteo - Il rivale per antonomasia di Braccio di Ferro, corrispondente al Bluto di Segar proposto unicamente in una storia a strisce quotidiane dal titolo "L'ottavo mare", è quindi un collega del marinaio guercio, ed è stato oggetto di varie evoluzioni nel corso degli anni, sia estetiche che caratteriali.
In origine si è pensato di disegnarlo piuttosto grasso e flaccido, con un lungo collo e una bocca quasi sempre aperta a mostrare i denti serrati; alquanto perfido, puramente cattivo, che pensa più alle malefatte contro la società e contro Braccio di Ferro piuttosto che a corteggiare Olivia (con quell'aspetto, poi...). Negli anni Settanta il personaggio assume un aspetto più aitante, simpatico, i dentoni lasciano spazio a due labbra piuttosto pronunciate, guadagnandone in fatto di gag divertenti incentrate sulla solita rivalità amorosa; non rinuncia tuttavia a compiere rapine e altri reati a fini rigorosamente economici, il più delle volte su stimolo della mamma Bacheca.
Gli anni Novanta lo vedono nuovamente rinnovato: dapprima con un aspetto piuttosto ispido, vicino al Brutus disegnato da Sagendorf, e con un accennato ritorno ai dentoni; successivamente vittima come gli altri personaggi dello stravolgimento estetico/editoriale degli ultimi tempi di vita della casa editrice, con i capelli lunghi raccolti in un codino.
La sua tipica polo/camicetta a mezze maniche, sempre a tinta unita, ha cambiato continuamente colore da una storia all'altra: prevalentemente bianca (su pantaloni generalmente blu o verdi), è stata anche rossa, verde, gialla...

Trinchetto - Papà di Braccio di Ferro, è continuamente a caccia di barbera per inumidirsi il gargarozzo; una caratteristica che lo porta a vivere disavventure dal divertimento assicurato (per il lettore), e dalle quali quasi sempre esce più assetato di prima.
Talvolta le storie lo vedono fare coppia con altri personaggi: con Olivia quando tenta di soffiarle una bottiglia di vino, se non un'intera scorta di nettare d'uva; con Pisellino quando s'incarica di badare a lui in cambio di un quartino di vino, o per spendere in osteria i soldi coi quali dovrebbe soddisfare le richieste del piccolo accompagnandolo per la città; con Poldo quando uniscono le loro forze per scroccare cibo. Meno frequenti le storie in compagnia del figlio, che di solito deve tirarlo fuori dai guai.
In Italia Trinchetto ha perso quasi del tutto l'amoralità di cui l'aveva rivestito Segar, passando da vecchio cocciuto e scorbutico, capace anche di soffiare la fidanzata al figlio, ad arzillo vecchietto la cui unica fissa è risolvere il problema della bevuta quotidiana, possibilmente senza spendere un soldo né assolvere l'incarico che gli consentirebbe di bere.
Data la somiglianza col figlio, si può dire che le evoluzioni grafiche cui è sottoposto negli anni di esistenza delle pubblicazioni Bianconi/Metro hanno seguito quelle di Braccio di Ferro, con la barba che talvolta, nelle pagine a colori, è rosa anziché bianca.

Poldo - E' da sempre il migliore amico di Braccio di Ferro, e ci vuole davvero un cuore d'oro per considerare amico un personaggio tracciato da Segar particolarmente viscido, astuto e disposto a sfruttare ogni occasione per garantirsi il suo pasto quotidiano da nullafacente: capace di adottare un cucciolo di cane randagio per intenerire la gente e farsi regalare della carne che poi mangerà lui, di innamorarsi di una donna soltanto perché il padre possiede migliaia di vacche grasse, di ripetere a Popeye che gli falcerebbe il prato (se quest'ultimo ne avesse uno) in cambio di un prestito o di un invito a tavola...
La versione italiana di Wimpy ha conservato l'opportunismo del personaggio originale, ma ha perso in buona parte la spregiudicatezza che lo contraddistingueva e che lo rendeva inevitabilmente una figura socialmente negativa, sebbene sotto la giustificazione di una inguaribile fame; Poldo Sbaffini suscita invece soprattutto simpatia per quel che è disposto a fare, spesso invano, pur di ottenere cibo, da amici o sconosciuti, quando non si trattiene (per il medesimo scopo) negli esercizi commerciali di Barbaspina o Casagrossa, un venditore di panini e un cuoco già presenti nel "Thimble Theatre" (rispettivamente George Geezil e Rough House).
Il suo classico abbigliamento (camicia bianca, cravatta, giacca nera, bombetta e pantaloni blu) si trasforma in un look da paninaro in occasione dello stravolgimento apportato dalla casa editrice negli ultimi anni.

Bacheca - Gli autori italiani hanno reso Timoteo, il principale rivale di Braccio di Ferro, figlio della strega Bacheca, ispirata alla Strega del Mare del "Thimble Theatre", avversaria di Popeye (tranne in un episodio che li vede alleati), ma differente da quest'ultima sotto vari aspetti: mentre la Strega del Mare è una piratessa che solca i mari col proprio vascello, Bacheca risiede in un castello situato fuori città e alterna arti magiche a invenzioni meccaniche per combattere Braccio di Ferro e riuscire nelle rapine organizzate assieme al figlio, che a volte deve trangugiare gli intrugli magici della madre per ottenere un qualche potere utile alla causa. Inoltre la versione italiana della strega è parecchio più bassa di statura dell'originale.
Il rapporto col figlio non esclude il reciproco prendersi a cazzotti, nonché il ricorso di Bacheca a qualche stregoneria col solo scopo di favorire Timoteo nella sua competizione contro Braccio di Ferro per strapparle Olivia.
Perennemente destinata alla sconfitta, talvolta coinvolge nelle sue malefatte anche figure alleate di Braccio di Ferro (Olivia, Poldo...), sia ipnotizzandole che comprando la loro complicità, caratteristica questa più frequente nelle storie di Sagendorf che in quelle italiane; nelle storie di Sagendorf, inoltre, Bacheca appare anche più crudele e piuttosto priva di quella vena comica che è presente nelle storie italiane.

Mings - E' un gruppo di personaggi la cui genesi risulta attribuibile a Bud Sagendorf o a Bela Zaboly: sono dei nanetti cattivi e tutti uguali tra loro, capeggiati da un re, che vivono tutti assieme su un'isola dalla quale si spostano utilizzando la loro nave.
Gli scopi di questo popolo sono tutti finalizzati ad arricchirsi a danno degli abitanti del mondo, quindi organizzano missioni volte tanto a smontare intere città per ricostruirle sulla loro isola quanto a rubare singoli oggetti di valore; l'unico che puntualmente riesce a ostacolare i loro piani è Braccio di Ferro, tanto che spesso le intenzioni di arraffamento dei Mings sono precedute dal tentativo di mettere fuori combattimento il loro rivale, cosa che il più delle volte, apparentemente, riesce.
Nella metà degli anni Ottanta, in particolar modo nelle storie italiane affidate ai disegni di Tiberio Colantuoni, i Mings sembrano approdati sulla terraferma in pianta stabile (o per lo meno hanno una loro base operativa nei pressi della città dove vive Braccio di Ferro), e il re veste una toga nera dismettendo maglietta e pantaloni identici a quelli dei suoi sudditi, dai quali si differenziava unicamente per via della corona e di un mantello da supereroe.

Grissino - Creato da Bud Sagendorf (George the Giant), è un gigante buono dalla testa piccola rispetto al resto del corpo, che vive su una piccola isola tutta per lui e veste regolarmente con bombetta, camicia, scarpe e pantaloni.
Le storie che lo vedono protagonista hanno pressappoco tutte lo stesso sviluppo narrativo: la noia lo porta a raggiungere la terraferma (necessariamente camminando nel mare, che tuttavia non gli arriva che poco oltre le caviglie) per soddisfare qualche suo desiderio del momento prelevando oggetti di tutti i tipi nonché intere infrastrutture, causando puntualmente danni e disagi in un primo momento, mentre in seguito si scopre che il suo intervento ha fermato dei criminali, evitato un disastro; la punizione prevista per la sua ingenua malefatta si trasforma quindi in un premio sotto forma di un regalo attinente quello che Grissino desiderava.
Amico di Braccio di Ferro, appare sin dalla primissima storia edita dalle edizioni Bianconi.